TU, PERCHE’ MI INSULTERESTI?

Print Friendly

25 April 2017 - An expression of the anti-racism movement, ph Pedro Ribeiro Simões, (c.c. Flickr)

È recente il caso di Shanthi, ragazza adottata di origine indiana, vittima di un episodio di razzismo mentre stava viaggiando con il treno Frecciarossa da Milano. A raccontare le dinamiche della vicenda è stata la madre, Paola Crestani, che con un post su Facebook ha denunciato l’accaduto.

«Ah beh io non voglio stare vicino a una negra» e si è spostata. Queste sono le parole  dette da una signora quando ha visto Shanthi sedersi accanto a lei. L’evento mi ha fatto riflettere e, spero, non solo me.

Fino ad ora i miei tratti somatici orientali non sono mai stati un problema, a parte quando ero più piccola, ma questa è un’altra storia.

Leggere la notizia di Shanthi mi ha colpita molto.

Mi chiedo cosa spinga una persona a dire parole simili, anche solo a pensare una frase così. Forse è uno dei modi peggiori per ferirci.

Ho tante risposte: la stupidità, non dare peso alle parole, non riflettere. Però, la mia domanda si espande a tutti i casi di razzismo che si sono verificati in questi anni.

Uno sguardo alle ricerche.

I dati incrociati da Euronews e tratti dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) e dall’Osservatoro per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori della Polizia Criminale (OSCAD) hanno dimostrato che l’aumento delle aggressioni è concreto e continuo.

Una risorsa più recente per capire meglio di che numeri stiamo parlando, è la mappa interattiva ( https://bit.ly/2F066Oz ) ideata e realizzata dal giornalista Luigi Mastrodonato. Il suo lavoro copre il periodo che va dall’ 1 giugno al 30 luglio 2018 e ha dimostrato come ci siano state oltre 30 aggressioni, una media di circa una ogni due giorni, alle quali bisogna aggiungere anche gli attacchi non denunciati.

La mia riflessione sull’adozione.

Un po’ di tempo fa mi ha scritto una madre adottiva dicendomi che era preoccupata per sua figlia, una bellissima ragazza indiana. E’ un’adolescente e sta attraversando un periodo difficile a causa di questa sua “diversità”. Come si può rassicurare una persona, se poi si sentono notizie di episodi come quelli vissuti da Shanthi? Purtroppo, questi eventi accadranno sempre, e sottolineo purtroppo.

I giornalisti che affrontano correttamente il tema dell’adozione sono pochi, la società nella quale viviamo non aiuta, l’individualismo dilagante nemmeno. Rimane solo la speranza di incontrare persone intelligenti, ma non può andare avanti così. Una ragazza o un ragazzo non possono avere timore, neanche minimo, di dover incontrare persone come la signora che ha insultato Shanthi.

Bisogna educare i bambini fin da piccoli  all’interculturalità, coinvolgere sempre di più le scuole in attività di sensibilizzazione, di rispetto e di valorizzazione delle differenze. Tante sono le azioni che si potrebbero mettere in pratica, ma la cosa fondamentale è che ci sia la volontà di farlo.

Per concludere, vorrei riportare il finale del post della signora Crestani: “Ne siano consapevoli o no, il mondo di oggi e del futuro è questo: un insieme di persone di tutti i colori, di diverse lingue, di culture differenti. Non solo nelle strade, negli autobus, nei treni o negli aerei ma anche nel business, nella finanza, nella moda, nelle università, nello sport. Quindi, razzisti, che vi piaccia o no, avete già perso!”

Jeena Cucciniello

 

 

 

 

A proposito dell'autore

ITALIAADOZIONI
Redazione