Lettera di un’adozione: la festa

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Venerdì 05 Ottobre 2018, al Laboratorio Formentini, nel cuore di Brera, la “vecchia Milano” si è celebrata la premiazione della lettera vincitrice della quinta edizione del Festival delle Lettere! Quest’anno il tema lanciato era “lettera a chi ha cambiato la mia storia”.

Le cinque lettere finaliste sono state lette e interpretate dall’attrice e regista teatrale milanese Silvia Giulia Mendola, musicate dal chitarrista russo Denis Stern e commentate dalla professoressa Maria Teresa Maiocchi e dalla Professoressa Costanza Marzotto, entrambe impegnate come docenti all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Ivana Lazzarini, – presidente di Italiaadozioni-, ha presieduto e animato la manifestazione, ritmando lettura, musica, interventi e regalandoci, in finale, la rilettura della lettera vincitrice della prima edizione di Lettera di un’adozione “La lavatrice del cuore” del 2013 da cui è stato tratto uno spettacolo con Maria Amelia Monti che, ancora oggi, è possibile vedere nei teatri italiani.

Dev’essere stato davvero molto difficile decidere per una lettera “vincitrice”: le cinque lettere finaliste, tutte meritevoli,  erano profondamente diverse l’una dall’altra, “singolari” – per richiamare uno dei termini più volte citati nel commento ai testi -, nella loro espressione unica di ciò che nell’ incontro si genera e cioè la trasformazione della propria esistenza in un istante, quell’istante che appunto….cambia la nostra vita.

In ciascuna lettera, infatti, si poteva cogliere quel momento irripetibile che – seppur preparato da un lunghissimo tempo precedente -, precipita nei giorni, attraverso un incontro inatteso, un oggetto banale della quotidianità che assume tutto un altro significato, nella sorpresa di un pensiero mai fatto prima o nella creatività di una bambina che ripensa a quel che non si comprende o che addolora, per reinventare un modo unico di stare insieme. Stare insieme…appunto, come ciò che conta: aldilà del tempo, della burocrazia, nell’irruenza del cambiamento che talvolta ci atterrisce e che, eppure, ci apre alla vita e alla contingenza imprevedibile della gioia.

L’interpretazione di Silvia Giulia Mendola ha sostenuto e animato per ciascuna lettera, quella stessa differenza nel dire come marchio unico dell’esperienza dell’adozione che è davvero proprio a ciascuna storia. Per quanto il percorso, le procedure, vengano evocate come i contenitori di ogni passaggio, si è resa evidente ancora una volta la natura radicale dell’unicità di quel momento extra-ordinario per ognuno in cui qualcuno o qualcosa, nell’incontro, trasforma il cielo, il mare, la casa, gli alberi, la famiglia….poichè nulla è più come prima. Non saranno più i nostri occhi di prima, la nostra bocca, la nostra testa…soprattutto il nostro cuore. Trascinato a lungo, tormentato dall’attesa, dall’assenza, dalla delusione dei no o del vuoto delle mancate risposte e rinvigorito in un solo istante!

La premiazione ha visto la vittoria della lettera di Claudia Torello: originale scelta dell’autrice di indirizzarsi ad un giudice, di avere come interlocutore ineludibile e misterioso colui che è deputato a starvolgere destini, colui che si teme e si adora, come un Dio… Claudia è riuscita a trasmettere una punta di desiderio così alta che pur in tutta la sua portata di attesa e speranza, demanda completamente a qualcun altro la scelta potente di “cogliere” il punto di incredibile che fa proprio di quei genitori, e non di altri, i genitori di quella bambina, e non di un’ altra….E a quanto pare, qualcosa passa e qualcosa unisce, in “quegli occhi a fessura” che consentono alle vite di unirsi e di crearsi.

Carmen, futura mamma adottiva

 

Tutte le lettere ricevute per “Lettera di un’adozione” vengono pubblicate nel tempo sul sito e sui social, secondo le esigenze di redazione.

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ITALIAADOZIONI
Redazione