L’adozione ci riporta all’umano

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Davide Cappellettiè il vincitore del secondo gruppo di studenti che hanno partecipato al nostro progetto con l’Università degli Studi di Verona, dipartimento di Culture e Civiltà. I ragazzi hanno letto  il nostro libro “Cara Adozione” e si sono concentrati  sul significato sociale e umano dell’adozione. I giurati hanno saputo cogliere, in particolare, la passionalità di Davide che ci inchioda alle nostre responsabilità di adulti, dentro e fuori all’adozione. La Giuria era composta da cinque componenti di diverse professioni e provenienze. Abbiamo chiesto al Dottor Severo Vegezzi di raccontarci la sua esperienza, perché non facendo parte del mondo adottivo, è stato coinvolto per aggiungere una prospettiva diversa, come piace spesso fare ad Italiaadozioni.

Quando Roberta Cellore mi ha proposto di diventare un componente della Giuria per la scelta della miglior tesina sul libro Cara adozione , tra le tante preparate dagli studenti del corso di editoria e giornalismo dell’Università di Verona, ho avuto alcune perplessità e mi sono posto alcune domande.

Prima di tutto, che contributo avrei potuto dare io, che non sono stato padre (né biologico, né adottivo) e quindi nemmeno nonno?

Quali considerazioni sarebbero potute scaturire da un uomo dalle mie “consistenti primavere”?

Come avrei potuto giudicare le tesine di giovani studenti e futuri giornalisti o uomini di comunicazione (da leggersi naturalmente anche al femminile), visto che ho avuto una formazione ed esperienza lavorativa tecnico-amministrativa?

Ma dopo qualche esitazione mi sono detto: “La tua – caro Severo – è solo una piccola sfida ad inoltrarti in un tema, molto delicato e complesso, e che non hai conosciuto. Cos’è rispetto alla prova che coppie e/o famiglie affrontano per poter soddisfare un semplice desiderio di genitorialità? E questo è niente! Aggiungiamo anche che l’obiettivo massimo, e non certo facile, è quello di dare un futuro a un/una bambino/a che, per mille motivi e senza colpa, rischia di trovarsi solo/a ad affrontare il mondo, senza una guida sia sul piano operativo che sul piano affettivo.”

Ho quindi accettato l’invito e mi sono letto tutte le tesine. Inizialmente mi sembravano tutte uguali, ma lettura dopo lettura mi sono appassionato al tema e per ognuna ho trovato la propria particolarità.

Non è stato facile scegliere le tre più meritevoli da cui estrarre la più significativa. I punti guida sono stati:

– l’impostazione grafica e la descrizione dell’analisi del capitolo prescelto dal libro “Cara adozione”, visto che si tratta di futuri giornalisti e comunque professionisti che si muoveranno nel mondo della comunicazione;

– la partecipazione emotiva all’argomento, dato che i ragazzi/e sono prima di tutto esseri umani.

Sono contento che Davide Cappelletti sia risultato il vincitore, ma mi spiace per gli altri che hanno comunque dimostrato impegno nella prova richiesta.

Chiudo questa mia nota riportando la frase della tesina di Davide che più mi è piaciuta perché cala nel sociale e nell’universale proprio l’adozione, che tanti considerano una scelta solo personale:

“Questo penso sia il grande fine dell’educazione in tutte le sue forme, creare un individuo ricco di emozioni, di idee, e di sentimenti in grado di poter lanciare il suo grido unico durante la sua permanenza terrena. L’umanità è il mezzo contro la disumanizzazione, l’uomo deve tornare ad essere un fine e mai un mezzo e attraverso la coscienza dell’importanza della relazione possiamo ricreare un senso solidale in grado di narrare una preziosa testimonianza.”

Complimneti vivissimi a Davide Cappelletti e un grazie sincero a Severo Vegezzi e agli altri componenti della Giuria che ci auguriamo siano usciti più arricchiti da questo incontro con l’altro, vuoi nella veste di giovani studenti universitari, vuoi nella veste di una mamma o di un figlio incontrati sui passi di “Cara adozione”, un libro dove l’umano si può percepire in ogni lettera.

 

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ITALIAADOZIONI
Redazione