Chi adotta i bambini special needs?

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the little farmer, ph edward musiak, (c.c. Flickr)

Nel 2015 abbiamo pubblicato l’articolo Chi adotta i bambini special needs?” in cui proponevamo ai nostri lettori di partecipare alla ricerca condotta dalla Professoressa Chiara Oldani del Dipartimento di Economia e Impresa dell’Università della Tuscia. I dati emersi presentati di seguito sono molto interessanti e sono in continuo studio da parte del gruppo di ricerca, che può essere seguito sulla pagina Facebook dedicata https://www.facebook.com/Le-Adozioni-di-Bambini-Ricerca-della-Tuscia-1781497382074375/

Nel 2015 280 famiglie hanno risposto al questionario sulle adozioni internazionali di minori coordinato dal Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo; tanto entusiasmo da parte delle famiglie è stato possibile grazie anche alla promozione di Italia Adozioni.

L’adozione è un processo davvero lungo in Italia; secondo i dati della ricerca le famiglie italiane, dopo aver avuto il decreto dal Tribunaledei Minorenni, aspettano dai 2 agli 8 anni prima di abbracciare il loro figlio o figlia.

La ricerca ha permesso di raccogliere utili informazioni sulle famiglie adottive:

* i genitori adottivi hanno titoli di studio elevati, oltre il 40% ha la laurea,

* il 50% risiede nel Nord Italia

* oltre la metà ha un reddito netto mensile superiore a quello medio nazionale.

Le famiglie adottive sono quindi agiate, istruite e vivono in aree ricche del nostro paese.

Oltre il 65% dei bambini descritti nel questionario sono stati adottati ad un’età pre-scolare e sono prevalentemente maschi, i bambini più piccoli provengono da Asia e Africa.

Il 53% dei bambini giunti nel nostro paese soffrivano di patologie reversibili, transitorie, mentre il 10% sono bambini con disabilità grave; questo gesto di grande coraggio nell’accogliere bambini meno fortunati si accompagna però con una certa insoddisfazione dei genitori rispetto alle informazioni fornite all’abbinamento con il minore dall’Ente adottivo. Il 42% delle famiglie, infatti, afferma di non essere stata messa al corrente delle disabilità (lievi e gravi) al momento dell’abbinamento e affermano che le informazioni ricevute non erano esaurienti.

Le famiglie adottive hanno un intenso rapporto con i servizi sociali e sanitari e con l’ente autorizzato che gestisce la loro adozione e a questo rapporto è attribuito un buon livello di soddisfazione.

L’adozione è una scelta genitoriale costosa e la spesa più rilevante è quella dell’ente adottivo, che in media costa €7mila, seguita dal viaggio all’estero.

Il risultato forse più importante del questionario è che oltre il 90% delle famiglie adottive è molto soddisfatto della propria esperienza, attribuendo 10, 9 o 8 in una scala che va da 1 a 10.

Il gruppo di ricerca dell’Università della Tuscia continua a studiare questi dati; per chi volesse approfondire, sono stati pubblicati due articoli:

Economic analysis of Italian inter-country children adoption di Chiara Oldani , Barbara Pancino su Rivista Bancaria Minerva Bancaria http://rivistabancaria.it/ n.6-2017

The baby shortage in Italy, di Chiara Oldani 2017 su IUP Journal of Applied Economics.

Prof.ssa Chiara Oldani, docente di Economia Monetaria al Dipartimento di Economia e Impresa (DEIm) dell’Università della Tuscia di Viterbo

 

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ITALIAADOZIONI
Redazione