Come stanno gli adolescenti adottati?

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4365, ph kamera kızı, (c.c. Flickr)

Italia Adozioni in questa fase sta contribuendo alla riflessione scientifica sul tema adottivo, nella convinzione che la ricerca e gli studi debbano ascoltare la realtà culturale in cui vivono oggi le famiglie adottive.

Con questo articolo vi vogliamo coinvolgere! Infatti vi invitiamo calorosamente e generosamente a contribuire collegandovi ai link sotto evidenziati. La conoscenza e la consapevolezza possono davvero creare nuove piste per la felice riuscita di ogni vita, ancor più se in crescita!

L’Italia e l’adozione vantano una relazione importante che ha visto il nostro Paese essere al primo posto in Europa e solo secondo agli Stati Uniti per numero di adozioni. Seppur negli ultimi anni l’occidente abbia avuto un calo di disponibilità all’adozione di un minore, bisogna tenere comunque presente che, dal 2001 al 2015,  46.470 bambini hanno fatto ingresso in famiglia;  visto l’innalzamento dell’età media all’adozione, oggi di 5,9 anni, l’adolescenza sembra interessare sempre prima le famiglie adottive.

Di fronte a questi dati, è importante accompagnare le famiglie, ma ancor prima è necessario comprendere come stanno e come fanno fronte a questa importante tappa evolutiva tra desiderio di appartenenza e voglia di indipendenza.

L’adolescenza è una fase complessa per tutti i ragazzi, oppure per chi porta con sè l’esperienza adottiva diventa ancor più faticosa? Quali fattori possono essere di rischio e quali invece possono proteggere? Come il contesto sociale può aiutare? Qual è il ruolo degli operatori?

A partire da questi interrogativi, una équipe del Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia, coordinata dalla professoressa Rosa Rosnati,  ha messo a punto una ricerca scientifica per provare a comprendere meglio questa specifica fase della vita.

Ad oggi le ricerche in merito a questo tema sono ancora troppo poche, mentre appare sempre più un’esigenza sapere e riflettere per costruire interventi e riflessioni per accompagnare i ragazzi e le loro famiglie. Nella crescita del minore non possiamo trascurare il ruolo del contesto sociale, per comprendere quanto possa favorire il benessere o piuttosto ostacolare nella crescita.

Oltre alla scarsità di ricerche in merito a questo tema, un altro limite è dato dalla scarsità di studi cross-culturali.

La presente ricerca mira proprio a colmare alcune di queste lacune, mettendo al centro  l’adattamento psicosociale, il benessere, il progetti futuri, le relazioni familiari e sociali di adolescenti adottati tra i 13 e i 17 anni. Un elemento di novità è dato proprio dalla possibilità di comparare i dati a livello internazionale con il coinvolgimento di 4 diversi paesi europei: Italia, Spagna, Francia e Norvegia.

L’apertura al confronto con altri Paesi europei appare molto utile per  sopperire alla scarsità delle ricerche europee, fornendo così una panoramica dell’ambiente vicino a noi, dato che la maggioranza delle ricerche scientifiche appartiene al contesto statunitense.

Questa ricerca richiede una partecipazione diretta da parte di ogni protagonista: padre, madre e figlio/a adottivo/a (nato/a tra il 2001 e il 2005). Inoltre si intenderà raccogliere anche i dati di un campione di controllo di adolescenti non adottati e dei loro genitori attraverso una collaborazione con le scuole.

L’impegno richiesto a ciascun partecipante è quello di rispondere ad un questionario online che garantirà il massimo rispetto dell’anonimato in ogni fase della ricerca.

Questo progetto mira ad essere con le famiglie ed è per le famiglie proprio perché a partire dai risultati ottenuti si vorranno fornire agli operatori spunti necessari per il loro lavoro.

Proprio di recente il Prof. David Brodzinsky ha richiamato la necessità di avere operatori sempre più specializzati in materia adottiva e questo implica anche la necessità di non smettere mai di interrogarsi in merito alla realtà che viviamo. La ricerca è uno strumento utile per monitorare il presente, aiutandoci a costruire un futuro, accompagnando verso strategie efficaci.

A molti la ricerca appare “distaccata” dai bisogni concreti delle famiglie, ma seppur il mondo scientifico e quello del  “quotidiano”, abbiano linguaggi e tempi diversi, entrambi hanno bisogno l’uno dell’altro per crescere e migliorarsi.

 

Per tutte le famiglie disponibili a partecipare sarà possibile accedere alla prima fase di ricerca direttamente dai seguenti link:

 

Per le famiglie che hanno adottato tramite adozione nazionale:

https://unicatt.eu.qualtrics.com/jfe/form/SV_6V9M0eGIfAcOHqZ

 

Per le famiglie che hanno adottato tramite adozione internazionale:

https://unicatt.eu.qualtrics.com/jfe/form/SV_3BLLXzXjPBihhFX

 

Al termine della ricerca sarà prevista una restituzione dei principali risultati emersi attraverso un report con incluse anche indicazioni operative.

Si ringrazia ciascuno per la preziosa collaborazione.

 

A proposito dell'autore

Greta Bellando
Pedagogista, laureata all'Università degli Studi di Genova. Da anni appassionata alla tematica adottiva per cui ha scritto due tesi di laurea. Ha frequentato il Master "Il lavoro clinico e sociale con le famiglie accoglienti: affido e adozione".