A che ora sono nato? Nuove risposte per la scuola

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curiosità, ph Andrea Tornabene, (c.c. Flickr)

Principi condivisi ed alleanza scuola-famiglia restano le attese da soddisfare affinchè la cultura dell’adozione sia parte della vita sociale, scuola compresa. ItaliaAdozioni offre spunti di riflessione e concrete proposte per ottenere ascolto ed imprimere una nuova marcia nella comunità educante.

In che giorno e a che ora sono nato? Quanto pesavo alla nascita? Cosa ho fatto quando sono nato? I primi mesi piangevo molto e per quale motivo? Chi mi cambiava il pannolino?

Ecco, ci risiamo! L’ennesimo compito incomprensibile – permettetemelo – sia per un alunno figlio adottivo che per molti altri bambini appartenenti alle varie tipologie familiari presenti, oggi, in tutte le aule delle nostre scuole.

Qualche mese fa, in attesa di un seminario su Scuola e Adozione, chiacchieravo con una collega della scuola secondaria che mi raccontava come a suo figlio, vent’anni fa, avessero chiesto di portare a scuola le prime tutine o il ciuccio, ben sapendo che era stato adottato già grandino; un’assurdità contestualizzata in una scuola ancora altamente impreparata ad entrare serenamente in contatto con percorsi di vita “non canonici”.

Oggi abbiamo le Linee guida per favorire il diritto allo studio degli alunni figli adottivi  ma tutto questo succede ancora ed alcuni genitori adottivi si trovano così il compito sul quadernone in un week-end che poteva essere come mille altri ed invece si profila altamente in salita; un lavoro assegnato proprio da quel docente al quale avevi raccontato la storia di tuo figlio pensando di scongiurare così questi “scivoloni”. C’è chi comprensibilmente si arrabbia e si organizza per fissare tempestivamente un colloquio con gli insegnanti del figlio, c’è chi risponde solo alle domande per le quali ha risposta, c’è chi sfodera l’ironia rispondendo che si, il figlio è nato in india il 1 aprile (pesce d’aprile) 1756…erano le ore 00.01..oppure il 29 febbraio, e compie gli anni ogni 4 anni…..pesava 1.027 grammi come il pacco di farina di grano saraceno della nostra dispensa e appena nato ha colto un frutto dall’albero di mango. Vorrei vedere l’espressione dell’insegnante che correggerà il lavoro.

In una scuola sempre più multiculturale, dove convivono esperienze e percorsi di vita fra i più differenti è fortemente anacronistico oltre che sterile scegliere modalità, schede e questionari ingialliti riproposti sempre uguali a se stessi per generazioni e  generazioni scolastiche.

Gli editori di libri scolastici cercano, sospinti anche da segnalazioni e raccolte di firme, di presentare testi con letture ed attività più rispettose del percorso di vita di ciascuno ma, laddove il libro proponga un lavoro inadeguato per il proprio gruppo classe, sta nella libertà del docente scegliere incomprensibilmente di affrontarlo comunque o proporre altro.

Per i docenti più creativi sono infiniti i percorsi progettabili per permettere ai bambini di acquisire i concetti dello scorrere del tempo; è possibile in ogni caso aiutarsi con qualche altro testo o cercare materiale in rete.

Proprio per venire incontro alla necessità di trovare spunti ed idee Italiaadozioni ha creato una sezione SCUOLA ricca di approfondimenti, progetti e schede didattiche “pronte all’uso”.

Se la mission di Italiaadozioni è quella di favorire una migliore cultura dell’Adozione nel nostro Paese non possono mancare proposte guidate per parlare di famiglia adottiva e di Adozione a scuola.

Oggi la sezione si arricchisce di due nuove proposte: la prima ruota attorno al libro “C’era una volta un albero di gelso” di Anne Braff Brodzinsky edito dalla San Paolo, nel quale si racconta sotto forma di fiaba tutto il percorso adottivo. Le schede vorrebbero guidare il docente nell’affrontare questa tematica e potrebbero essere un punto di partenza utile anche per chi avesse deciso di mettersi in gioco partecipando al concorso nazionale “L’adozione fra i banchi di scuola”.

La seconda proposta tratta una tematica nuova, un argomento scolastico che porta a galla molte domande rispetto alla propria identità: pensiamo al programma di scienze della classe quinta di scuola primaria e all’apparato riproduttore. Il più delle volte, sul libro di testo, si parla di generare nuova vita senza nemmeno un accenno all’Adozione ma, soprattutto in presenza di un alunno figlio adottivo, questo argomento potrebbe portare con sé infinite domande. Abbiamo pensato di proporre una scheda molto semplice, con un linguaggio adatto alla fine della scuola primaria, che garantisse almeno un accenno a questo percorso che sostanzialmente genera vita e porta alla nascita di una nuova famiglia.

Saremo felici di accogliere impressioni e riflessioni da parte di chi ha già scelto negli anni di utilizzare in classe le nostre schede e progetti e da chi sperimenterà queste nostre nuove proposte.

Una nuova vita C’era una volta un albero di gelso

A proposito dell'autore

Francesca Carioni
Mamma biologica, insegnante di scuola primaria e referente per l'adozione.