Mio figlio ha un compagno adottato

 I genitori biologici degli alunni che compongono le nostre classi sono una risorsa preziosa per formare all’adozione a cui si pensa poco. Una mamma biologica partecipa all’incontro su Scuola e adozione, perché il miglior amico del figlio è alunno figlio adottivo. Vuole imparare di più sull’adozione per saper rispondere in modo adeguato alle domande del figlio circa la storia dell’amico del cuore. 

 

Il 24 Ottobre  c/o l’Auditoriun Centro Servizi Bezzi a Milano  si è svolto l’incontro ADOZIONE E SCUOLA, promosso dal Tavolo Territoriale sull’adozione in collaborazione con Caritas Ambrosiana.

È la prima volta che tutti insieme, enti, associazioni, genitori, insegnanti, attorno a un tavolo si parla di questo delicatissimo tema, con le difficili implicazioni ad esso sottese. La scuola, infatti, è il primo ambito di socializzazione, di confronto tra coetanei e adulti, in cui i soggetti in gioco sono inevitabilmente messi a nudo.

La mattinata si è svolta in due momenti ben distinti e molto diversi. Una parte introduttiva e un’altra di partecipazione attiva.

Alla presentazione del lavoro hanno partecipato Matteo Zappa, di Caritas Ambrosiana, Giusy Scordo, referente adozione USP di Milano, Francesca Carioni, – docente, referente per l’adozione e responsabile del Gruppo di lavoro per la scuola di Italia Adozioni – che ha illustrato in modo sintetico ed efficace il ruolo del Referente per l’adozione all’interno della scuola, evidenziandone l’importanza e le competenze-abilità sulla base delle linee guida.

Interessante anche l’intervento della Professoressa A. Santona, docente della Bicocca e collaboratrice del CIAI

che ha focalizzato l’attenzione sulla necessaria alleanza scuola-famiglia nella gestione dei bisogni degli alunni figli adottivi.

Il momento si è rivelato da subito denso di spunti e di occasioni di riflessione.

La seconda parte della mattinata è stata assolutamente vincente, infatti gli workshop a tema hanno reso possibile una partecipazione vera, concreta e ricca grazie ai ruoli eterogenei dei partecipanti.

Tre gli argomenti, dai contenuti pragmatici e che dimostrano sin da subito la volontà di rendere questo incontro uno strumento utile e produttivo:

  1. 1.       “Come parlare in classe delle storie dei bambini ”
  2. 2.       ”La rete educativa: un buon incontro tra genitori e insegnanti è possibile?”
  3. 3.       ”Differenza, identità nell’esperienza adottiva”.

Al di là dei singoli contributi , direi che il vero arricchimento della giornata può essere riassunto con due semplici parole: INSIEME e CONFRONTO.

INSIEME genitori, docenti, associazioni, enti (etc.) a condividere non solo esigenze e difficoltà, ma soprattutto punti di vista e proiezoni.

CONFRONTO di esigenze che finalmente, cosa assai rara nella scuola, non si scontrano ma si incontrano pur mettendo in luce ansie, paure e difficoltà.

Personalmente sono una mamma biologica di due ragazzini e tornando a casa pensavo a mio figlio e al suo migliore amico, che è figlio adottivo. Pensavo che tutti i ragazzi, pur nel rispetto del proprio personale  percorso legato all’adozione, abbiano il diritto ”di occhi normali”. Noi genitori dei compagni di classe degli alunni figli adottivi abbiamo bisogno di  una mattinata interessante e utile come questa, per sapere rispondere ai nostri figli dell’adozione di cui altrimenti sappiamo poco o nulla. Dal confronto nascono sempre collaborazione, serenità e crescita, per tutti.

 

Valentina Poggi

 

Per chi volesse approfondire l’argomento suggeriamo il nostro articolo Come spiegare l’adozione ad un figlio biologico che ha un compagno adottato

 

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