Cari giudici

Brisa, ph Jordi nll, (c.c. Flickr)

Perchè noi? Perchè a noi? L’amore non basta a rispondere eppure resta l’unica chiave per ripartire come coppia e come nuova famiglia adottiva. Questa coppia che, seppur travolta, ha mantenuto la speranza, ci dona un grande insegnamento: la memoria ci rende veri di fronte alla realtà. E solo facendo memoria delle tempeste affrontate si può di nuovo sentire che abbiamo  i piedi all’asciutto per camminare, ancora e sempre, uniti.

Cari Giudici,

OGGI, oggi siamo felici! Felici di aver ricevuto una grande notizia:  nostro figlio o figlia arriverà dalle Filippine. Finalmente sappiamo che l’attesa ha un senso, è la nostra attesa, perché voluta, desiderata e sperata.

Oggi siamo consapevoli più che mai del nostro presente, ma siamo anche capaci di guardare al passato con la criticità necessaria per chiudere un capitolo e scriverne un altro.

La nostra storia è simile a tante altre storie di coppie che ad un certo punto sanno di non poter procreare. Sì “procreare” e non “non poter diventare genitori”!  Sono due condizioni molto differenti, per chi come noi ha deciso di diventare genitori di cuore adottando un figlio.

Quante domande, quante riflessioni, quante letture prima di intraprendere questo percorso, perché se si decide di aspettare il proprio figlio, è bene accoglierlo al meglio.

Dopo gli incontri con l’assistente sociale e la psicologa dell’Asl, in cui abbiamo raccontato la nostra storia di coppia dal primo incontro, alla decisione di unirci in matrimonio, passando dalla consapevolezza della nostra infertilità e alla nascita del desiderio di intraprendere la strada dell’adozione,  a Marzo 2015 depositiamo  le nostre disponibilità in Tribunale.

Settembre 2015 : IDONEI !!!

Ci  viene detto dagli addetti ai lavori di tenere sempre vicino il telefono, di rispondere sempre, di non abbassare la guardia che quando meno te lo aspetti, se hai dato la disponibilità anche per l’Adozione Nazionale, potresti essere convocato in Tribunale perché i Giudici necessitano di  maggiori chiarimenti, per un nuovo colloquio davanti ad altri Giudici o per un possibile abbinamento .

È ciò che è successo a noi. Nell’arco di  9 mesi arrivano 4 telefonate dalla Cancelleria Adozioni Nazionali per ben 4 convocazioni davanti a 2 Giudici e per ben 3 volte proprio davanti agli stessi.

Quando arriva la telefonata tanto attesa  si mettono in circolo – in ciascuno e nella coppia – mille emozioni e ci si prepara ad accogliere ciò che verrà.

La prima volta ricordo che siamo partiti da casa silenziosamente e con la giusta agitazione di chi sa che tutto può cambiare da un momento all’altro. Arriviamo molto presto in Tribunale rispetto all’ora della convocazione, ma decidiamo comunque di entrare e rimanere in sala d’attesa. Non sapevamo bene cosa ci sarebbe stato di lì a poco, intanto vedevamo raggiungere la sala da altre coppie, tutte in attesa come noi. Arrivano i Giudici e dopo un appello molto veloce (eravamo in 5 coppie) ci invitano ad entrare tutti insieme in una sala. Inizia qualcosa di inverosimile:  i Giudici espongono i CASI, sì vengono nominati così e questi casi non sono altro che dossier di bambini che aspettano una famiglia. Vengono chiaramente indicati i nomi, l’età, il luogo dove si trovano in quel momento, lo stato di salute e la motivazione per cui sono in stato di adottabilità.

In quel momento si apre una voragine nel cuore: questi bambini sono i nostri! Ci siamo già innamorati di loro senza conoscerli e si crea un’aspettativa che diventa realtà: mamma e papà sono qui, aspettano proprio te!

Poi dopo aver chiesto ad ogni singola coppia privatamente se acconsente ad un eventuale abbinamento e dopo aver posto alcune domande, ci salutano con un “VI FAREMO SAPERE CON UNA TELEFONATA, TENETEVI PRONTI”.

Inevitabile dire che la strada del ritorno e i giorni successivi abbiamo fantasticato sul nostro futuro vedendoci in TRE, ma arriva la telefonata e non ha esito positivo.

Pianti, lacrime, silenzi e inevitabilmente il pensiero va là al bambino che avremmo potuto tenere tra le braccia, che avremmo potuto crescere nella nostra casa, nella nostra famiglia.

Si riapre una ferita in poco tempo, che vuole del tempo per rimarginarsi e che lascia una cicatrice che fa male.

Poi grazie all’Amore vero e al voler camminare ancora, piano piano si comprende che quella non era la strada per noi e si va avanti nel percorso adottivo con gioia.

Tutto però sembra di nuovo fermarsi quando arrivano le  altre 3 Convocazioni dal Tribunale dei Minorenni e si ripete ogni volta la stessa scena: la sofferenza per non essere scelti amplificata dalla conoscenza di troppi dettagli sui bambini per poter chiudere ogni volta “ il capitolo” e andare avanti. Solo e sempre una telefonata in cui viene detto NON SIETE STATI SCELTI senza un confronto, senza capire e senza poter avere una motivazione con la quale confrontarsi, senza una spiegazione magari per continuare a camminare.

Ad un certo punto ti senti inadeguato, ti metti in discussione profondamente, vacillano le certezze, non sai più se vuoi proseguire, anche se ti hanno dichiarato “idoneo”, ma lo fai per preservarti dalle emozioni troppo forti e dall’esito deludente, non certo perché non credi in questa strada.

E’ vero che l’adozione deve essere fatta per il bene del bambino e non per sanare un desiderio genitoriale delle coppie, ma è pur vero che non c’è motivo di infierire costantemente su chi attende quel dono del cielo chiamato FIGLIO.

Altro che figlio immaginato, noi dopo ogni convocazione sapevamo tutto del bambino per cui ci eravamo recati in Tribunale e a quel bambino in carne ed ossa ogni volta pensavamo come a nostro possibile figlio e ogni volta abbiamo dovuto piangere sul figlio che perdavamo, perché non eravamo noi i genitori scelti per lui.

Ci chiediamo quindi perché il Tribunale non evita alle coppie queste sofferenze? Che bisogno c’è di dire tutto sui bambini nella comparazione delle coppie? Cari giudici non potete dire la realtà del bambino solo alla coppia scelta perché diventerà la sua famiglia, rimanendo nel vago con noi aspiranti genitori quando veniamo convocati tutti insieme in Tribunale?

Immaginiamo anche le altre coppie che abbiamo incontrato in Tribunale, anche loro avranno patito, avranno dovuto ogni volta elaborare i lutti come noi. Non sapere nulla o quasi aiuterebbe le coppie non scelte a vivere più serenamente quella telefonata in cui apprenderanno che non diventeranno genitori, almeno non per quella volta.

Infine, cari Giudici, ci avete visti più volte, ma allora perché non dirci dove e in che cosa non andavamo bene, perchè non permetterci di crescere e migliorare comunicandoci cosa non vi faceva scegliere la nostra coppia. COME MAI NON NOI? Noi avremmo  camminato volentieri, invece abbiamo rischiato di fermarci per sempre sofferenti, demotivati, afflitti.

Abbiamo deciso di raccontare questo pezzo del nostro percorso perché vogliamo dire alle coppie in attesa che la sofferenza si prova, non bisogna vergognarsi, ma poi ci si rialza più forti. Ad un certo punto è inevitabile dire basta e con consapevolezza decidere se continuare con la Nazionale oppure con l’Internazionale.

Noi abbiamo deciso di dare il mandato e aspettare l’abbinamento con nostro figlio/a che arriverà con l’adozione internazionale. Il nostro cuore ha ripreso a battere forte con gioia.

Lettera di chi ama ancora prima di sapere

Print Friendly

A proposito dell'autore

ITALIAADOZIONI
Redazione