Abbiamo incontrato un piccolo alieno…anzi, no, un figlio!

ph. "Quattro mani" Famiglia Gentili

Ogni adozione ha un suo percorso, una sua storia, fatta di viaggi, incontri, colori ed emozioni.

La seconda adozione è vissuta già in “formato famiglia” ed un diario di viaggio aiuta a mettere a fuoco e condividere ogni passo verso il fratellino tanto atteso.

 

Passavamo per due bravi ragazzi prima di sposarci e, quando due bravi ragazzi si incontrano, ecco una bella coppia…così pensava la gente, ed avevamo finito per crederci.

Quando ci siamo sposati, avevamo nel cuore tanti progetti, la voglia di aprirci, di fare grandi cose…chi si sposerebbe pensando ad una vita noiosa o triste? E, come ogni coppia che si rispetti, abbiamo aperto i cantieri, colmi di sogni e disegni per il futuro, ma…una ferita di nome infertilità ci ha sorpreso, spezzando le nostre fantasie.

Siamo entrati in un tempo di dolore, ci siamo scontrati con l’ostinazione della natura nel non concederci un figlio nella carne, con il silenzio della medicina e di Dio di fronte ai nostri “perché”…abbiamo attraversato questo tempo fino a comprendere che non potevamo capire tutto, che la vita non ci apparteneva, che dovevamo fidarci di un Altro, che l’infertilità poteva spezzare i nostri progetti, ma non la nostra possibilità di essere fecondi e di essere felici.

Perché, se la fertilità è dono della natura, la fecondità è molto di più: passa dalle tue scelte, dai tuoi sì, dalla tua disponibilità di singolo e di coppia.

 

E, così, ci siamo messi in viaggio.

E’ vero, tutta la vita è un viaggio, ma questo è stato speciale: siamo partiti con tante domande nel cuore, senza certezze, senza scadenze, senza sapere dove ci avrebbe portato.

A volte penso che senza una dose di sana follia non si possa fare, perché se il tuo capoufficio ti proponesse di partire in trasferta per un mese o forse più, con tutta la famiglia, a spese tue, e riportare un estraneo, di mettertelo in casa e mantenerlo a vita, di infilarlo nella stirpe e renderlo erede delle tue fatiche di sempre, penseresti che non faccia per te, che non faresti mai un viaggio lungo, impegnativo e dispendioso per incontrare uno sconosciuto e portartelo in famiglia.

Ma, questo è il bello dell’amore: che un estraneo ti diventa figlio solo guardandone la foto, che i suoi problemi diventano i tuoi, che il suo passato si intreccia con il tuo futuro, che tu desideri aprirgli la tua casa e renderlo piuma delle tue piume, che grazie a lui rinasci famiglia, che proprio la sua presenza ti strappa al rischio di rimanere infecondo …e che tutto ciò ti rende felice da impazzire.

 

E, così, anni fa, il nostro viaggio ci ha portato all’incontro, in Italia, con il nostro primogenito. Un viaggio di pochi minuti, direzione Tribunale per i minorenni.

La novità, la gioia, la fatica si sono susseguite ubriacandoci.

Viaggio breve, penserete, gioco facile. Solo all’apparenza. Il viaggio per decollare verso il pianeta “genitori”, infatti, è stato lungo; è iniziato con una telefonata in farmacia per sapere come preparare il latte in polvere in un mini-biberon usa e getta, poi ci siamo attrezzati, giorno per giorno, per imparare a nutrirlo e insegnargli a vivere, per restare noi stessi, coltivare la coppia, imparare a rapportarci con lui.

E, dopo qualche anno, un nuovo viaggio, una nuova partenza verso un totale upgrade della famiglia, dalla versione 3.0 a quella 4.0, quando ci è sembrato che tra noi ci fosse lo spazio relazionale per ricominciare.

E siamo ripartiti, direzione Colombia, ma, in vero, direzione mistero.

Pochi mesi fa, il Viaggio, quello che ti ricorderai per sempre, quello che ti cambia la vita, ti dona un figlio, ti resetta il passato e ipoteca il futuro: il viaggio intercontinentale.

E, poi, l’incontro. Quello che hai immaginato, desiderato, sognato, aspettato, temuto. Ha portato con sé un ciclone di emozioni e di fatica, ma anche un oceano di gioia che si rinnova ogni mattina quando apriamo gli occhi e contempliamo i nostri figli prima ancora di svegliarli.

E, in tutto ciò, un diario.

Se un diario nasce per raccontare, ripensare, depositare nel segreto il proprio vissuto e i propri pensieri, il nostro è nato innanzitutto per condividere un tratto del nostro cammino: il viaggio in Colombia per incontrare il nostro secondogenito. E’ nato in un gruppo segreto su facebook in cui quotidianamente ci raccontavamo nelle nostre peripezie e nelle nostre riflessioni.

 

Ci siamo dentro noi tre, anzi, noi quattro, noi tre che diventiamo quattro, con le nostre avventure in un angolo lontano del mondo e con i nostri pensieri e le nostre emozioni dal profondo del cuore.

Ci sono la gioia e la fatica, c’è il dito di Dio nella nostra storia.

C’è il nostro rinascere famiglia, un diventare genitori in modo totalmente nuovo e inatteso.

E, poi, ci sono dentro gli amici che, numerosi, hanno accettato di diventare compagni di viaggio ritrovandosi a condividere con noi, tramite il nostro diario online, non solo le avventure quotidiane, ma i sussulti dell’anima, amici che ci hanno accompagnato e sostenuto pregando, commentando, passando quotidianamente nella pagina del nostro gruppo facebook e, in tal modo, sono entrati in un dialogo che, superando la distanza, ha creato comunione.

Il diario è un viaggio intercontinentale, verso l’incontro con un “tu”, la sua storia, la sua cultura, un viaggio interiore, dentro quelle emozioni, quei pensieri, quei timori, quelle scoperte che ci sono venute incontro durante il percorso.

Un viaggio dal dolore dell’infertilità alla pienezza della fecondità.

Un viaggio nel mondo dell’adozione, della genitorialità, del diventare genitori e figli, del fare famiglia, del realizzare la nostra vocazione, del vivere la nostra fecondità.

Siamo partiti incoscienti, inconsapevoli di cosa ci aspettasse, ma certi che il Signore avrebbe fornito i superpoteri necessari ad affrontare l’avventura…e per fortuna che Lui è fedele, perché il l’apparato di controllo della nostra navicella si è quasi resettato, abbiamo dovuto aggiornare i comandi per non mandare il sistema in tilt di fronte alle gare_di_rutti tra maschi e alla gelosia_esasperata_tra _fratelli, alle  sfide_senza_limiti e al ballo_sfrenato_everywhere del piccolo #rapperalieno che con la sua gioiosità ha contagiato la nostra famiglia e con la sua differenza da noi ci sta insegnando ad amarlo in modo incondizionato.

E…vissero felici e contenti? Direi proprio di sì!

E’ vero, siamo nel guado, neogenitori, di quelli apprendisti che ancora sperano di attraversare la strada senza perderne uno dall’altra parte, che si interrogano sull’odore di pipì che esala mentre giocano sul lettone e auspicano, contro ogni evidenza, che non sia l’ennesima perdita del rubinetto biologico (ma che altro potrebbe essere?), che guardano la maglietta appena tolta sperando di riusarla domani, pur sapendo che la usano per pulirsi le mani, la bocca e pure il naso…di quelli che aspirano a non fare troppi danni, ed ogni sera fanno i conti con i dubbi…insomma siamo in cammino, contenti della via intrapresa, delle avventure e disavventure che ogni giorno ci coinvolgono e stravolgono, di quelli che, quando tutto finalmente tace, fanno capolino nella loro stanza e li guardano sorridendo contenti e innamorati!

 

Un rapper alieno è atterrato nella nostra famiglia. Diario sincero di un’adozione internazionale”, Tau Editrice, 2017. Giovanni Gentili e Maria Rosaria Fiorelli

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ITALIAADOZIONI
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