Le difficoltà dell’adozione (e non solo): conoscere, prevenire, curare

39365, ph Tom Page, (c.c. Flickr)

Conoscere per comprendere. Possiamo infatti dire che questo libro aiuta a rileggere storie complicate di adozioni difficili, mantenendo lo sguardo alla speranza, ma ancorati alla realtà che talvolta è aspra da affrontare. Per dirla con le parole di Mariagrazia La Rosa : “Questi genitori non sono incapaci e inadeguati, ma forti e tenaci e impegnati ogni giorno in una lotta senza risparmio per il futuro dei loro figli”. 

I genitori adottivi lo sanno: l’adozione è un dono meraviglioso

Quello che invece i genitori adottivi non sempre sanno è che qualche volta questo dono porta con sé difficoltà inaspettate, e diventa fonte di preoccupazione, fatica e dolore per tutta la famiglia. Del resto, i bambini arrivano con il loro zainetto di dolore, più o meno grande. Spesso l’amore della famiglia adottiva riesce a sollevarli quasi del tutto da questo peso; ma non sempre.

Questi bambini infatti hanno sperimentato l’abbandono, l’incuria e a volte i maltrattamenti nei primi anni di vita, quando si formano le capacità affettive e le mappe relazionali. Chi doveva proteggerli li ha invece minacciati e allontanati, e la rappresentazione delle relazioni che si è formata nella loro mente è capovolta. Hanno sviluppato in varia misura il disturbo di attaccamento, che li rende oppositivi e diffidenti. Non accettano obblighi e divieti, che riattivano in loro i traumi dei maltrattamenti. Spesso la loro autostima è molto bassa: “Sono stato abbandonato, quindi non valgo niente”  è l’equazione che può spingerli, da adolescenti, a frequentare gli ambienti più rischiosi, ai margini della vita sociale. Spesso portano con sé una rabbia profonda, che si esprime con incredibili manifestazioni di forza e di rancore.

Nonostante tutto questo moltissime adozioni sono esperienze felici, accompagnate dalle gioie e dai problemi quotidiani di tutte le famiglie. Quanti sono dunque i casi “difficili”? Il 5, il 10, il 20 per cento? Non lo sappiamo, non ci sono dati ufficiali, se non qualche indicazione sui bambini che tornano in carico alle istituzioni, i cosiddetti “fallimenti adottivi”, poche unità; ma non è di quelli che vogliamo parlare. Parliamo invece dei ragazzi in famiglia, della crisi che a volte scoppia intorno all’adolescenza, di quando l’oppositività diventa conclamata e ingovernabile, di quando la rabbia esplode in tutta la sua violenza.

Parliamo di difficolta’ a scuola e nelle relazioni, e poi… notti fuori casa, abbandono scolastico, furti in casa e fuori, … e poi droga, spaccio, richieste continue di denaro… parliamo di vetri rotti, porte abbattute, quadri e armadi distrutti, aggressività verbale e fisica, anoressia, depressione, autolesionismo, disturbi di personalità, gravidanze precoci…  Parliamo di piccola delinquenza, arresti e procedimenti penali; di ragazzi che a volte vengono allontanati dalla famiglia, perché è l’unico modo per “curarli”, come fosse un ricovero in ospedale.

E i genitori? Quando scoppia la crisi, spesso i genitori la vivono con un senso di impotenza e di vergogna. Non ne parlano e si chiudono nel segreto della loro famiglia “sbagliata”. Il giudizio degli altri cala come una scure, diventa insopportabile: ogni strategia messa in campo viene criticata, la linea educativa e’ troppo rigida o troppo permissiva… e intanto le dinamiche familiari si avvitano in una spirale che sembra senza uscita.

Nella foto Margherita Volo (attrice), ph Mariagrazia La Rosa (tutti i diritti riservati)

Per questo è importante far luce su queste difficoltà e sulla loro origine: per far capire “al resto del mondo” quello che succede in queste famiglie; per far capire che i figli vanno curati, e che questi genitori non sono incapaci e inadeguati, ma forti e tenaci e impegnati ogni giorno in una lotta senza risparmio per il futuro dei loro figli; e perché le famiglie possano trovare comprensione e sostegno. Solo così chi si trova nella crisi avrà  il coraggio di confrontarsi e chiedere aiuto agli specialisti o alle istituzioni, senza perdere tempo prezioso: il tempo vola, i problemi si manifestano intorno ai 14 anni e dopo la maggiore eta’ diventa sempre piu’ difficile ottenere interventi risolutivi.

Parliamo dunque anche del “lato oscuro” dell’adozione, per

-        conoscere: comprendere le situazioni in cui si trovano le famiglie in crisi, e sviluppare una nuova sensibilità di rispetto e di sostegno anziché di giudizio

-        prevenire: riconoscere i segnali è importante. Non ci sono ricette, ma individuare i punti di attenzione aiuta a cercare strategie e soluzioni per prevenire o limitare gli effetti delle crisi

-        curare: l’esperienza ci insegna che l’unico modo per affrontare le crisi è quello di farsi aiutare. Ma per far questo è necessario che la famiglia si rivolga, secondo la gravità e l’urgenza, ad altre famiglie, alle associazioni, ai supporti privati o alle istituzioni, con le modalità opportune:

  • Il primo passo è vincere la vergogna…
  • … si potranno poi trarre indicazioni e suggerimenti pratici da altre esperienze vissute.

-        Infine, per sapere e saper fare: per gli operatori: psicologi, assistenti sociali, avvocati, educatori, giudici…, per fornire nuovi strumenti di interpretazione e di intervento attraverso le testimonianze di casi reali.

Con l’uso dei social network queste problematiche incominciano a venire a galla: genitori in crisi si  riconoscono nei forum, si confrontano e riescono a poco a poco ad aprirsi, cercando insieme strategie e soluzioni. E’ importante cogliere questi segnali e incoraggiarli, è necessario parlare di queste difficoltà attraverso libri, convegni, articoli, spettacoli, media… Soltanto così sarà possibile formare una cultura di comprensione e sostegno perché le famiglie si sentano meno sole, e trovino il coraggio di alzare la testa e chiedere aiuto. Aiuto per i genitori e soprattutto per i figli, per scongiurare il pericolo delle devianze e per accompagnarli a diventare adulti indipendenti, sereni e responsabili.

Numericamente, in Italia le adozioni sono alcune migliaia all’anno da molti anni; e dopo il boom dei primi anni duemila, i ragazzi stanno raggiungendo adesso l’adolescenza e le situazioni problematiche, in forma piu’ o meno grave, si stanno moltiplicando. Occorre “spezzare il cerchio della vergogna” anche per evitare tra i ragazzi i rischi dell’emulazione, della pericolosità sociale, della diffusione di dipendenze, delinquenza, disturbi psichiatrici… molto si puo’ fare per curare e moltissimo per prevenire, indirizzando ai supporti opportuni e facilitandone l’utilizzo.  Ancora di più si può fare per informare, incoraggiare, sostenere le famiglie in crisi.

E non solo nel mondo adottivo: la grande sfida sarà creare comprensione e sostegno anche fuori dal mondo adottivo, per tutte le famiglie in crisi. I ragazzi nati e cresciuti in famiglia non portano lo stesso fardello di sofferenza dei ragazzi adottati, è vero… ma il mondo intorno è ugualmente pieno di insidie, rischi e lusinghe, oggetti del desiderio e miraggi di guadagni facili: tutti i genitori hanno bisogno di comprensione ed empatia, di saper leggere i segnali e prevenire, di poter chiedere aiuto senza essere giudicati. Il mondo adottivo è un microcosmo che, con le sue specificità, potrà“fare da traino” per spezzare il circolo vizioso della vergogna… per tutte le famiglie in crisi.

Perchè nessuna famiglia è al sicuro, ma nessuno deve perdere la speranza.

Mariagrazia La Rosa

M.A.D. Mamme Adottive Disperate – Storie complicate di adozioni difficili, BookSprint Edizioni, 2016

www.mammemad.webs.com

Print Friendly

A proposito dell'autore

ITALIAADOZIONI
Redazione