Il network familiare e sociale nell’adozione

Quanto pesano le relazioni del network della coppia che si apre all’adozione? Come variano nel tempo la quantità e la qualità delle relazioni stesse? Si denotano per essere di tipo supportivo e positivo o no? Quesiti che sono affrontati nel seguente articolo ed ancor più nell’abstract con dovizia di dati meritevoli di una attenta riflessione sul bisogno di reciprocità presente in ogni nucleo familiare.

Una sintesi sui passaggi generazionali da considerare con interesse.

Continua la pubblicazione delle tesi di laurea che hanno come tema l’adozione. Chi desidera condividere il proprio lavoro di tesi sui temi dell’adozione, può inviare un articolo di presentazione della ricerca svolta e l’abstract con le conclusioni a redazione@italiaadozioni.it.

 

La motivazione che mi ha spinto ad indagare tale argomento è la scarsità in letteratura di ricerche che abbiano trattato la conformazione e le modificazioni della rete relazionale nel caso di famiglie adottive. Tale contributo, non pretendendo di essere esaustivo e di rispondere a tutte le domande che sorgono pensando all’argomento, spera  tuttavia di essere un primo tassello nella delineazione del tema.

È necessario che siano ben chiare le influenze e il ruolo che il sistema familiare e sociale assume nei confronti delle famiglie adottive. Sarebbe opportuno avviare percorsi che coinvolgano i componenti del network relazionale della famiglia; in primo luogo i nonni che nella fase sia pre-adottiva sia post-adottiva possono trarre giovamento da interventi, magari svolti in gruppo, che permettano loro di esprimere le proprie paure, le proprie aspettative, le difficoltà che incontrano inizialmente nel relazionarsi con un nipote adottivo che non conoscono, nell’assumersi un tipo di nonnità speciale, che diverge in molti punti dalla nonnità tradizionale, e di confrontarsi con altre persone che come loro stanno vivendo il momento dell’attesa del bambino o il momento del suo primo inserimento nella nuova famiglia.

Altre figure che possono svolgere un ruolo importante nella vita dei bambini adottati sono le insegnanti che costituiscono, spesso, le prime persone adulte non familiari con cui i bambini imparano a relazionarsi; l’ambito scolastico costituisce un ambiente importante per la crescita e lo sviluppo dei bambini ma, nel caso dell’adozione, a causa della scarsità di informazioni e conoscenze che nella maggior parte dei casi i docenti possiedono a riguardo, c’è il rischio che la specificità dei bambini adottati e della storia di cui sono portatori sia messa tra parentesi e non valorizzata. Occorrerebbe organizzare percorsi specifici negli ambienti scolastici che portino gli insegnanti e i dirigenti a comprendere come relazionarsi in modo adeguato con questi alunni, come trattare il tema dell’adozione e della diversità dell’altro in classe, come far fronte alle difficoltà e al disagio che spesso nasce negli adottati in ambito scolastico e come interagire con i genitori adottivi in modo da diventare alleati nel comune progetto di aumentare il benessere del bambino.

Infine, gli operatori socio-assistenziali e sanitari devono accompagnare la coppia ed essere presenti lungo tutto il percorso adottivo, non solo quindi nella fase che precede l’inserimento del bambino ma anche e soprattutto nelle fasi successive all’inserimento; tali fasi sono, infatti, particolarmente sensibili in quanto richiedono un processo di riorganizzazione dell’intero sistema familiare per accogliere nel modo più adeguato il nuovo arrivato.

In questo contributo l’attenzione verrà concentrata sul ruolo svolto dai nonni. Nell’inserimento del minore, la prima generazione, quella dei nonni, ha un ruolo fondamentale. Il bambino, infatti, entra nella trama delle relazioni familiari e la modifica profondamente; l’ingresso di una nuova generazione fa “salire di un gradino” quelle precedenti nella scala generazionale. I nonni devono, dunque, “spostarsi indietro di una posizione” e mantenere la fiducia nei propri figli che stanno intraprendendo l’impegnativo percorso dell’adozione. Tocca anche a loro, inoltre, accogliere l’adottato come continuatore della storia familiare e come portatore dell’eredità, non solo materiale, della famiglia. Il supporto che i nonni forniscono alla coppia genitoriale sia sul piano emotivo ed affettivo sia su quello organizzativo e materiale, costituisce una risorsa insostituibile; i nonni, infatti, sono coinvolti attivamente nella cura dei nipoti. La disponibilità delle famiglie d’origine costituisce una risorsa cruciale per la realizzazione del complesso equilibrio organizzativo cui deve far fronte la famiglia nel momento dell’arrivo di un bambino.

Per un bambino non ha importanza il modo in cui ha origine la relazione con i propri nonni; nonno biologico, nonno acquisito, nonno adottivo, nonno affidatario, bis-nonno sono solo tanti modi diversi per dire semplicemente “nonno”. Queste considerazioni non cambiano assumendo il punto di vista dei nonni, anche per loro infatti le distinzioni verbali o giuridiche del tipo di nonnità sono assolutamente superflue e prive di senso. Per quanto riguarda il rapporto con i nipoti, i nonni, svincolati dal rapporto normativo tipicamente genitoriale e forti dell’esperienza con i propri figli, risultano essere meno ansiosi e con minori aspettative rispetto ai successi dei nipoti, i quali percepiscono questa accoglienza connotata dalla rilassatezza e apprezzano il tempo passato con i nonni come uno spazio piacevole e spensierato.

Solo i nonni adottivi, conoscendo bene i propri figli, possono avvallare e suggellare l’appartenenza familiare attraverso il gioco delle somiglianze; queste considerazioni aiutano il bambino a sentirsi parte di quella che sta diventando la sua famiglia, poiché gli permettono di riconoscere e ritrovare in sé tutte quelle caratteristiche positive che vede rispecchiate nei genitori (a prescindere dal colore della pelle e dai lineamenti del viso), con un innegabile rafforzamento della propria autostima. La sottolineatura di tali somiglianze ha effetti positivi non solo sul bambino adottato ma anche sui genitori adottivi che in questo modo hanno una conferma e un riconoscimento esterno del legame di appartenenza che si è creato con i loro figli.

La collaborazione è la chiave del successo di un’adozione ben riuscita. I nonni sono molto consapevoli sia del compito educativo che hanno verso i nipoti, sia della necessità di sostenere i genitori adottivi affinché la crescita dei bambini sia la più serena possibile. Un bambino, infatti, non viene adottato soltanto dalla coppia; è il sistema parentale allargato, ovvero la coppia e i suoi familiari, che lo accoglie e lo fa sentire appartenente ai propri legami affettivi e alla propria storia.

Accogliere un bambino, qualunque sia la sua provenienza, implica un impegno teso a generare amore, a infondere speranza, a contenere la sofferenza e a pensarsi all’interno di un contesto sociale e relazionale, non di appropriazione e di possesso, che riconosca e consideri l’altro come individuo distinto e separato, avente potenzialità, inclinazioni, esigenze proprie da rispettare.

Simona Avondo

Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Facoltà di Psicologia

Corso di laurea in Psicologia Clinica: Salute, Relazioni Familiari e Interventi di Comunità

Titolo Tesi: Il Network Familiare e Sociale nell’Adozione. Una Ricerca Longitudinale

Relatrice:  Prof.ssa Rosa Rosnati

Per leggere l’abstract della tesi clicca qui

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