La poesia incontra l’adozione

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Illustrazione di Elide Fumagalli (diritti riservati)

Ventun anni.

Ecco l’età che avevo quando pensai per la prima volta all’adozione.

 

Da poco sposata dicevo:

“Tra una manciata d’anni vorrei adottare un bambino. Ce ne sono tanti già belli che fatti”!

Era un pensiero serio, pacato, concepito. Non che io avessi sospetti di infertilità, era una scelta precisa d’amore, non solo verso i bambini, verso il mondo che ha bisogno di gioia.

Sapevo di portarne a quel bambino o bambina. Com’ero certa che avrebbe illuminato le nostre vite.

 

Ho sempre considerato l’adozione come un gesto “procreativo d’amore”.

Amare qualcuno che non è nato da te, desiderato nel profondo della tua pancia e del tuo cuore, è partorire un amore che pesca in un oltre che si chiama luce, o Dio per i credenti.

È anche dare una mano alla ‘terra degli uomini’ a cambiare, a spezzare il dolore e a generare amore per le generazioni future. Di chi adotta e di chi viene adottato.

 

Poi la vita ha avuto un corso diverso.

Ho avuto un figlio a ventiquattro anni. Un musicista dall’animo gentile che da grande, come lavoro, voleva andare a salvare le foche dai cacciatori, dipingendogli la pelliccia e una figlia dal cuore tumultuoso d’arte che risuona di saette e di tempesta, presenti nelle opere che fa.

L’adozione è alchimia.

C’è un buio di dolore e di carezze mancate dentro il quale vive un bambino.

C’è un buio di dolore di bambini desiderati, cercati, voluti. Un amore che grida piccole mani da toccare, e un corpo da stringere a sé, per farsi capanna, casa, famiglia.

 

L’alchimia è l’incontro.

Buio incontra buio.

Nasce la luce.

L’adozione.

 

E chi spezza il dolore per creare amore è un rivoluzionario.

La terra cambia con gesti come questi.

 

La poesia è nata quando ho incontrato una mamma felice di due bambini.

La dedico a tutti anche ai figli naturali, anche ai miei perché i bambini se ne stanno là appesi prima di nascere e scelgono la loro mamma e il loro papà.

A volte scelgono quattro genitori e sono i più coraggiosi perché sanno che ci saranno dolori. Questi sono i bambini adottati, ma tutti proveniamo da un cielo che ci accomuna.

E noi mamme e papà, con desideri a forma di bambino, li accogliamo. Per crescere. Per essere felici. Per cambiare il mondo.

 

Se volete ascoltare la poesia, cliccate qui

 

Grazie a tutti.

Elide Fumagalli

Con la poesia Elide ha realizzato una bellissima pergamena, che può essere un pensiero di benvenuto per i nostri bambini oppure un regalo per le ricorrenze o anche un’idea da appendere nelle camerette dei nostri figli.

Per chi desidera acquistare la poesia dell’adozione, i cui proventi saranno devoluti alla nostra associazione, può ordinarla online sul sito http://www.vivodifiabe.com/italia-adozioni/

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