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	<title>Commenti per Italia Adozioni</title>
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		<title>Commenti su La mia storia: ovvero del pane, del pulcino e delle stagioni. di roberto c.</title>
		<link>http://www.italiaadozioni.it/?p=3371#comment-208</link>
		<dc:creator>roberto c.</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 May 2012 07:33:03 +0000</pubDate>
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		<description>Quando le case editrici dei libri scolastici della scuola dell&#039;obbligo saranno così pronte e volenterose a sviluppare qualcosa di valido anche in quegli aspetti in cui dovrebbero agire da apripista, da modello formativo e guida agli insegnanti, invece di riciclare solo vecchi testi con nuovi colori come spesso accade?

Per introdurre nel proprio testo delle letture che riguardino l&#039;adozione, l&#039;affido, la multietnicità, l&#039;accoglienza, le famiglie atipiche (separati o divorziati), ecc. sviluppati in modo corretto basterebbe chiedere il supporto di una delle numerose associazioni esistenti che sono spesso disponibili e felici a fare corretta informazione su questi temi.

Avremo finalmente un impeto di buona volontà o dovremo attendere che una disposizione ministeriale glielo imponga? Voi che dite?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando le case editrici dei libri scolastici della scuola dell&#8217;obbligo saranno così pronte e volenterose a sviluppare qualcosa di valido anche in quegli aspetti in cui dovrebbero agire da apripista, da modello formativo e guida agli insegnanti, invece di riciclare solo vecchi testi con nuovi colori come spesso accade?</p>
<p>Per introdurre nel proprio testo delle letture che riguardino l&#8217;adozione, l&#8217;affido, la multietnicità, l&#8217;accoglienza, le famiglie atipiche (separati o divorziati), ecc. sviluppati in modo corretto basterebbe chiedere il supporto di una delle numerose associazioni esistenti che sono spesso disponibili e felici a fare corretta informazione su questi temi.</p>
<p>Avremo finalmente un impeto di buona volontà o dovremo attendere che una disposizione ministeriale glielo imponga? Voi che dite?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Come spiegare l’adozione ad un figlio biologico che ha un compagno adottato di roberto c.</title>
		<link>http://www.italiaadozioni.it/?p=3361#comment-207</link>
		<dc:creator>roberto c.</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 May 2012 07:20:51 +0000</pubDate>
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		<description>Non sempre esiste la soluzione &quot;chiavi in mano&quot; anzi molto spesso non c&#039;è e quando se ne abusa è facile fare danni... 
Mi sembra che qui si voglia porre l&#039;attenzione su come &quot;gli altri&quot; vedano l&#039;adozione. A fronte di persone empatiche e con una situazione psicologica stabile che guardano la famiglia adottiva come (lasciatemi semplificare) una buona variante della famiglia biologica, ci sono persone, di cui difficilmente troveremo i commenti, che hanno atteggiamenti inaspettati di fastidio o avversione verso chi accoglie un figlio non suo (non solo adozione, ma anche affido). 
Questo può essere imputato ad ignoranza o a problemi di relazione con se stessi o con i figli. Nel primo caso possiamo contribuire come singoli o come fanno i redattori di questo sito informando, parlandone, e così via. Negli altri casi dobbiamo essere pronti a comprendere che ci sono, nel prossimo, diverse concezioni di genitorialità e sono sempre presenti paure inconsce che influiscono sul comportamento di chi ci circonda.

Riguardo all&#039;atteggiamento de &quot;gli altri&quot;  si potrebbe, poi, aprire un tema riguardante i comportamenti razzisti (più o meno accentuati) che stanno dilagando nella nostra società man mano che le comunità straniere aumentano e si consolidano nella società...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non sempre esiste la soluzione &#8220;chiavi in mano&#8221; anzi molto spesso non c&#8217;è e quando se ne abusa è facile fare danni&#8230;<br />
Mi sembra che qui si voglia porre l&#8217;attenzione su come &#8220;gli altri&#8221; vedano l&#8217;adozione. A fronte di persone empatiche e con una situazione psicologica stabile che guardano la famiglia adottiva come (lasciatemi semplificare) una buona variante della famiglia biologica, ci sono persone, di cui difficilmente troveremo i commenti, che hanno atteggiamenti inaspettati di fastidio o avversione verso chi accoglie un figlio non suo (non solo adozione, ma anche affido).<br />
Questo può essere imputato ad ignoranza o a problemi di relazione con se stessi o con i figli. Nel primo caso possiamo contribuire come singoli o come fanno i redattori di questo sito informando, parlandone, e così via. Negli altri casi dobbiamo essere pronti a comprendere che ci sono, nel prossimo, diverse concezioni di genitorialità e sono sempre presenti paure inconsce che influiscono sul comportamento di chi ci circonda.</p>
<p>Riguardo all&#8217;atteggiamento de &#8220;gli altri&#8221;  si potrebbe, poi, aprire un tema riguardante i comportamenti razzisti (più o meno accentuati) che stanno dilagando nella nostra società man mano che le comunità straniere aumentano e si consolidano nella società&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Adozione e scuola: eppur qualcosa si muove. di Anna Guerrieri</title>
		<link>http://www.italiaadozioni.it/?p=3268#comment-205</link>
		<dc:creator>Anna Guerrieri</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2012 21:50:41 +0000</pubDate>
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		<description>Nel gruppo MIUR è presente anche il Coordinamento CARE con ben 18 associazioni famigliari interessate al tema scuola.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nel gruppo MIUR è presente anche il Coordinamento CARE con ben 18 associazioni famigliari interessate al tema scuola.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Adozione e scuola: eppur qualcosa si muove. di Anna Guerrieri</title>
		<link>http://www.italiaadozioni.it/?p=3268#comment-204</link>
		<dc:creator>Anna Guerrieri</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2012 21:49:42 +0000</pubDate>
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		<description>Percorsi per insegnanti sono stati creati negli anni passati a L&#039;Aquila, Teramo, Terni, Parma e Reggio Emilia da GSD.
Ma l&#039;intervento necessario va davvero su grande scala.
Molte sono le attività, di AF (come GSD e Afaiv o Famigliamo), di Servizi territoriali, di province che stanno andando verso protocolli, di EA.
Ben vengano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Percorsi per insegnanti sono stati creati negli anni passati a L&#8217;Aquila, Teramo, Terni, Parma e Reggio Emilia da GSD.<br />
Ma l&#8217;intervento necessario va davvero su grande scala.<br />
Molte sono le attività, di AF (come GSD e Afaiv o Famigliamo), di Servizi territoriali, di province che stanno andando verso protocolli, di EA.<br />
Ben vengano.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Adozione e scuola: eppur qualcosa si muove. di roberto c.</title>
		<link>http://www.italiaadozioni.it/?p=3268#comment-202</link>
		<dc:creator>roberto c.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2012 08:15:41 +0000</pubDate>
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		<description>Noi genitori ci auguriamo che almeno su questi temi prevalga la volontà e la necessità di fare fronte comune, raccogliendo le idee condivisibili da tutti, piuttosto che seguire il solito desiderio di distinguersi evidenziando le diversità. Si può mantenere una propria identità di idee, una propria originalità di metodo, pur lavorando in squadra con tutte le altre realtà per perseguire un obbiettivo comune.
Come puntualizzato qui sopra, le adozioni, per i genitori, non sono storie di sola solidarietà, ma lo diventano quando inseriamo la famiglia adottiva nel contesto sociale in cui vive (quartiere, scuola, ecc). In quest&#039;ambito allargato l&#039;adozione diventa simbolo e prototipo di accoglienza, di riconoscimento delle diversità e di integrazione, che sono valori sempre più importanti ormai in ogni ambito della nostra società.
Occorre, però, fare molta attenzione perché il bambino adottato in alcune fasi della propria esperienza sociale, potrebbe non gradire di diventare simbolo della &quot;diversità&quot; anche se intesa positivamente come &quot;straordinarietà&quot;; in queste fasi potrebbe solo desiderare &quot;un&#039;aurea normalità&quot; (aurea mediocritas come la definiva Orazio).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Noi genitori ci auguriamo che almeno su questi temi prevalga la volontà e la necessità di fare fronte comune, raccogliendo le idee condivisibili da tutti, piuttosto che seguire il solito desiderio di distinguersi evidenziando le diversità. Si può mantenere una propria identità di idee, una propria originalità di metodo, pur lavorando in squadra con tutte le altre realtà per perseguire un obbiettivo comune.<br />
Come puntualizzato qui sopra, le adozioni, per i genitori, non sono storie di sola solidarietà, ma lo diventano quando inseriamo la famiglia adottiva nel contesto sociale in cui vive (quartiere, scuola, ecc). In quest&#8217;ambito allargato l&#8217;adozione diventa simbolo e prototipo di accoglienza, di riconoscimento delle diversità e di integrazione, che sono valori sempre più importanti ormai in ogni ambito della nostra società.<br />
Occorre, però, fare molta attenzione perché il bambino adottato in alcune fasi della propria esperienza sociale, potrebbe non gradire di diventare simbolo della &#8220;diversità&#8221; anche se intesa positivamente come &#8220;straordinarietà&#8221;; in queste fasi potrebbe solo desiderare &#8220;un&#8217;aurea normalità&#8221; (aurea mediocritas come la definiva Orazio).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Adozione e scuola: eppur qualcosa si muove. di Elvira Ricioppo</title>
		<link>http://www.italiaadozioni.it/?p=3268#comment-200</link>
		<dc:creator>Elvira Ricioppo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 07:33:42 +0000</pubDate>
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		<description>Buongiorno,
ho letto con molto interesse ed apprezzamento la diffusione su ciò che sta accadendo su questo tema e in quanti si stanno muovendo.
Una precisazione da parte mia è doverosa in quanto non voglio vantare il primato di Afaiv.
Forse mi sono spiegata male nel mio intervento sul gruppo Yahoo della Dott.ssa Livia Botta. Siamo stati i primi in provincia di Varese a realizzare un percorso formativo su Scuola &amp; Adozione destinato a docenti e genitori con l&#039;ausilio di un metodo credo innovativo. Rispetto all&#039;intero territorio Lombardo, credo che Afaiv sia stata &quot;pionieristica&quot; sempre rispetto al metodo e forse rispetto al fatto che eravamo una piccola realtà provinciale.
Ma non è questo che è importante, importante è che si faccia qualcosa e si aiutino i bambini e i ragazzi adottivi, attraverso supporti informativi e formativi per i docenti in primis e divulgando una corretta informazione anche alla società che circonda i nostri figli.
Sottolineo che i mezzi mediatici, stampa e TV, nonché il web, sono importantissimi a tal fine.
Ho letto solo l&#039;altro ieri su un notiziario via web &quot;La Voce&quot; dove l&#039;adozione internazionale viene definita &quot;una forma di solidarietà&quot; - guai a passare questo messaggio al pubblico vasto. Che l&#039;atto adottivo si traduca anche in questo, può essere, ma le persone non devono adottare solo per motivi solidaristici. I nostri figli non vogliono sentirsi l&#039;oggetto di pietismi, ma semplicemente figli come tutti gli altri e questo tipo di messaggio che è già largamente presente nell&#039;immaginario collettivo della nostra società Italiana non fa altro che far percepire loro il fatto che sono stati adottati per motivi che esulano dall&#039;essere stati desiderati come &quot;FIGLI&quot;. Il desiderio primario, a mio modesto parere, deve essere quello di voler accogliere un bambino come figlio per come è.
Grazie ancora a questo bellissimo portale per la divulgazione di molte cose importanti sull&#039;adozione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno,<br />
ho letto con molto interesse ed apprezzamento la diffusione su ciò che sta accadendo su questo tema e in quanti si stanno muovendo.<br />
Una precisazione da parte mia è doverosa in quanto non voglio vantare il primato di Afaiv.<br />
Forse mi sono spiegata male nel mio intervento sul gruppo Yahoo della Dott.ssa Livia Botta. Siamo stati i primi in provincia di Varese a realizzare un percorso formativo su Scuola &amp; Adozione destinato a docenti e genitori con l&#8217;ausilio di un metodo credo innovativo. Rispetto all&#8217;intero territorio Lombardo, credo che Afaiv sia stata &#8220;pionieristica&#8221; sempre rispetto al metodo e forse rispetto al fatto che eravamo una piccola realtà provinciale.<br />
Ma non è questo che è importante, importante è che si faccia qualcosa e si aiutino i bambini e i ragazzi adottivi, attraverso supporti informativi e formativi per i docenti in primis e divulgando una corretta informazione anche alla società che circonda i nostri figli.<br />
Sottolineo che i mezzi mediatici, stampa e TV, nonché il web, sono importantissimi a tal fine.<br />
Ho letto solo l&#8217;altro ieri su un notiziario via web &#8220;La Voce&#8221; dove l&#8217;adozione internazionale viene definita &#8220;una forma di solidarietà&#8221; &#8211; guai a passare questo messaggio al pubblico vasto. Che l&#8217;atto adottivo si traduca anche in questo, può essere, ma le persone non devono adottare solo per motivi solidaristici. I nostri figli non vogliono sentirsi l&#8217;oggetto di pietismi, ma semplicemente figli come tutti gli altri e questo tipo di messaggio che è già largamente presente nell&#8217;immaginario collettivo della nostra società Italiana non fa altro che far percepire loro il fatto che sono stati adottati per motivi che esulano dall&#8217;essere stati desiderati come &#8220;FIGLI&#8221;. Il desiderio primario, a mio modesto parere, deve essere quello di voler accogliere un bambino come figlio per come è.<br />
Grazie ancora a questo bellissimo portale per la divulgazione di molte cose importanti sull&#8217;adozione.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Come spiegare l’adozione ad un figlio biologico che ha un compagno adottato di Mariangela Costa</title>
		<link>http://www.italiaadozioni.it/?p=3361#comment-199</link>
		<dc:creator>Mariangela Costa</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 20:31:03 +0000</pubDate>
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		<description>ottimo Flora. O almeno, questa è la mia spiegazione per i miei figli, ad oggi... :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ottimo Flora. O almeno, questa è la mia spiegazione per i miei figli, ad oggi&#8230; <img src='http://www.italiaadozioni.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Come spiegare l’adozione ad un figlio biologico che ha un compagno adottato di Flora Afroitaliani-e</title>
		<link>http://www.italiaadozioni.it/?p=3361#comment-198</link>
		<dc:creator>Flora Afroitaliani-e</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 20:14:17 +0000</pubDate>
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		<description>non ho capito cosa consiglia l&#039;articolo...io spiegherei che non tutti i genitori sono in grado di essere tali, per vari motivi, tra cui anche la mancanza di capacità. E per questo alcuni bambini crescono con dei genitori che invece vogliono essere tali e si impegnano a farlo ed esserlo per tutta la vita. E questi genitori possono non essere gli stessi che li hanno partoriti o concepiti....che ne dite?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non ho capito cosa consiglia l&#8217;articolo&#8230;io spiegherei che non tutti i genitori sono in grado di essere tali, per vari motivi, tra cui anche la mancanza di capacità. E per questo alcuni bambini crescono con dei genitori che invece vogliono essere tali e si impegnano a farlo ed esserlo per tutta la vita. E questi genitori possono non essere gli stessi che li hanno partoriti o concepiti&#8230;.che ne dite?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Come spiegare l’adozione ad un figlio biologico che ha un compagno adottato di roberto c.</title>
		<link>http://www.italiaadozioni.it/?p=3361#comment-192</link>
		<dc:creator>roberto c.</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 13:30:20 +0000</pubDate>
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		<description>Mi sembra che questo sia un tema scarsamente affrontato fin ora e le argomentazioni anche se solo tratteggiate (probabilmente se ne potrebbe parlare e scrivere per giorni)  potrebbero spiegare alcuni comportamenti &#039;strani&#039; di chi circonda le famiglie adottive...

Vorrei proporre un&#039;altra lettura più cattiva e cinica: un genitore bio (o meglio un cattivo genitore bio) potrebbe anche considerare l&#039;importanza del suo ruolo e giustificare il suo comportamento di genitore più per motivi genetici che per meriti educativi, considerando i figli più similmente a una proprietà (l&#039;ho fatto io ed è mio). Questo spiegherebbe una serie di nefandezze e trascuratezze a cui assistiamo e violenze di cui leggiamo quotidianamente.

La sola presenza di una realtà di genitore adottivo (cioè di un genitore che è genitore perché fa il genitore) mette in difficoltà un simile individuo? Crea delle crepe nelle sue convinzioni? A fronte del proprio atteggiamento come può continuare a sostenere il suo ruolo davanti ai figli?  Lo costringe a fare i conti coi suoi atteggiamenti precedenti?

E&#039; chiaro che la soluzione è starsene più lontano possibile o inventarsi qualcosa per evitare di affrontare l&#039;argomento con la propria famiglia...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembra che questo sia un tema scarsamente affrontato fin ora e le argomentazioni anche se solo tratteggiate (probabilmente se ne potrebbe parlare e scrivere per giorni)  potrebbero spiegare alcuni comportamenti &#8216;strani&#8217; di chi circonda le famiglie adottive&#8230;</p>
<p>Vorrei proporre un&#8217;altra lettura più cattiva e cinica: un genitore bio (o meglio un cattivo genitore bio) potrebbe anche considerare l&#8217;importanza del suo ruolo e giustificare il suo comportamento di genitore più per motivi genetici che per meriti educativi, considerando i figli più similmente a una proprietà (l&#8217;ho fatto io ed è mio). Questo spiegherebbe una serie di nefandezze e trascuratezze a cui assistiamo e violenze di cui leggiamo quotidianamente.</p>
<p>La sola presenza di una realtà di genitore adottivo (cioè di un genitore che è genitore perché fa il genitore) mette in difficoltà un simile individuo? Crea delle crepe nelle sue convinzioni? A fronte del proprio atteggiamento come può continuare a sostenere il suo ruolo davanti ai figli?  Lo costringe a fare i conti coi suoi atteggiamenti precedenti?</p>
<p>E&#8217; chiaro che la soluzione è starsene più lontano possibile o inventarsi qualcosa per evitare di affrontare l&#8217;argomento con la propria famiglia&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Come raccontare la storia dell’adozione al proprio figlio di MAURIZIO A.</title>
		<link>http://www.italiaadozioni.it/?p=3254#comment-188</link>
		<dc:creator>MAURIZIO A.</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 12:03:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.italiaadozioni.it/?p=3254#comment-188</guid>
		<description>molto bello ed utile questo post. Mi piace l&#039;idea del libro da costruire, e penso di svilupparla con mia figlia, adottata in Centro America quando aveva 1 anno ed 11 mesi.  Non sembra ricordare molto di quanto era in istituto laggiù, vive serena ma adesso che sta migliorando molto il linguaggio ( ha quasi 4 anni )  porrà delle domande sulla sua nascita, prima o poi. Sono d&#039;accordo che non bisogna &quot;migliorare&quot; l&#039;aspetto dei suoi genitori naturali, ma  neanche svilirli. nel nostro caso soprattutto la madre che a 16 anni ha portato avanti la gravidanza e fatto nascere questo tesoro, anche se poi non l&#039;ha voluta e neanche allattata. la questione delle origini è una questione delicata ma sicuramente si può riuscire, con pazienza ed amore, a svilupparla nel modo migliore possibile.
Auguri a tutti i genitori adottivi !</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>molto bello ed utile questo post. Mi piace l&#8217;idea del libro da costruire, e penso di svilupparla con mia figlia, adottata in Centro America quando aveva 1 anno ed 11 mesi.  Non sembra ricordare molto di quanto era in istituto laggiù, vive serena ma adesso che sta migliorando molto il linguaggio ( ha quasi 4 anni )  porrà delle domande sulla sua nascita, prima o poi. Sono d&#8217;accordo che non bisogna &#8220;migliorare&#8221; l&#8217;aspetto dei suoi genitori naturali, ma  neanche svilirli. nel nostro caso soprattutto la madre che a 16 anni ha portato avanti la gravidanza e fatto nascere questo tesoro, anche se poi non l&#8217;ha voluta e neanche allattata. la questione delle origini è una questione delicata ma sicuramente si può riuscire, con pazienza ed amore, a svilupparla nel modo migliore possibile.<br />
Auguri a tutti i genitori adottivi !</p>
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